a Dance Mag è una rivista indipendente che guarda il mondo attraverso la lente della danza. Supera differenze, distanze e discipline per raccontare le storie di persone da tutto il mondo, che danzano le loro vite e danno voce ai loro corpi.
Il numero 05, Flow, si muove come l’acqua attraverso rottura e rilascio. Guidati dall’I-Ching, ci immergiamo in rituali sinestetici con la corda in Germania, spiraliamo attraverso il Taijiquan in Canada, ondeggiamo in danze sacre sotto le stelle etiopi e ci perdiamo nell’estasi di Krishna Vandana. Qui, flow è sia una corrente politica sia uno stato di abbandono.
Dalle meditazioni di Gabriel Semerene sulla fede e la protesta tra Gaza e Brasile, alla navigazione di Nerda Khara tra i vincoli sociali in Pakistan, questi testi esplorano come il movimento diventi sia resistenza sia resa. Tejaswini Loundo riflette sugli stati di flow nella filosofia classica indiana, mentre Erika Mattio trova unità nelle danze sacre di Lalibela.
Shanny Rann scopre lo spirito nella lenta potenza del Taijiquan, Antje Brockmüller traccia la sinestesia attraverso il flow con la corda, e Anna Chwialkowska mette in discussione la coreografia dei fantasmi. Ogni testo è accompagnato dal proprio esagramma, creando una mappa di emergenza e dissoluzione.
La fotografia di Maria Harfouche dissolve la struttura nel movimento, dove i confini si sfumano e il tempo diventa fluido, catturando il momento in cui la forma cede all’energia fluente.