Being an Art Collective, Then?
«Cosa significa essere un collettivo artistico oggi, quando si chiede alle parole “collettivo” e “comunità” di fare così tanto?
Vengono spesso evocate come alternative alla competizione, come parole gentili per indicare cura, solidarietà, collaborazione e sopravvivenza. Ma possono anche nascondere il lavoro, la responsabilità, la stanchezza e la disponibilità diseguale che rendono possibile la vita collettiva.
Essere un collettivo artistico, dunque? prende le mosse da questa tensione.
Qui, collettivo e comunità non vengono trattati come forme stabili. Emergono come nomi che prendono forma sotto pressione, quando le relazioni diventano necessarie e visibili, oppure fragili e difficili da sostenere. Lo zine si chiede come la pratica collettiva possa restare trasformabile, prima di essere fissata troppo in fretta in un’identità, un dovere, un’utilità o una forma istituzionale.
Lo zine raccoglie scritti scambiati tra Park Hye-in e Shin Hara dal 2025. La sua struttura riflette questo processo di scrittura collettiva: i testi principali, i commenti e le digressioni sono disposti come diverse modalità di attenzione. Una sviluppa un filo di pensiero, un’altra lo interrompe o lo ricolloca, un’altra ancora permette alla deviazione di diventare parte del metodo.
Attraverso questioni di infrastruttura, percezione, affettività, tecnologia, ecologia, cura, lavoro e auto-organizzazione artistica, il libro indaga come si renda possibile lo stare insieme, quali oneri comporti e come possa restare aperto alla revisione, al rifiuto, al ritorno e al cambiamento.
Questa pubblicazione è un itinerario condiviso attraverso riflessioni sulla vita collettiva, sull’essere e sulla pratica che entrambi gli autori hanno portato avanti separatamente e continueranno a portare avanti. Offre un punto d’incontro provvisorio in cui flussi distinti di pensiero e pratica possono toccarsi, divergere e ritornare, senza essere costretti a diventare un’unica voce o a giungere a una conclusione definitiva.
Scritto e curato da Park Hye-in e Shin Hara
Pubblicato da Common Imprint, Berlino
Progetto grafico di Sam Kim»