Eloquent Silences - Writings on Art and Architecture
È una forma di rivolta spirituale che l'architetto spagnolo Carlos Martí Arís mette in luce attraverso un'analisi trasversale di diverse espressioni artistiche, che si combinano per arricchire la sua riflessione.
Jorge Luis Borges, Ludwig Mies van der Rohe, Yasushiro Ozu, Mark Rothko, Jorge Oteiza: uno scrittore, un architetto, un regista, un pittore, uno scultore. Cinque personalità del XX secolo, distinte per i mezzi espressivi, gli ambiti di ricerca e le discipline. Questo libro le riunisce per la necessità di salvare l'arte dalla sua attuale alterazione e ricondurla a una dimensione più contemplativa e introspettiva.
È una forma di rivolta spirituale che Carlos Martí Arís mette in luce attraverso questa analisi trasversale di diverse espressioni artistiche, che si intrecciano e si incontrano per arricchire la sua riflessione. Le parole chiave di questa riflessione, che ha l'aspetto di un manifesto, sono: silenzio, contemplazione, rinuncia, trasparenza, anonimato e atemporalità. A vent'anni di distanza, la lezione di Carlos Martí Arís è attuale e di fondamentale importanza per la nostra disciplina.
Carlos Martí Arís (Barcellona, 1948-Barcellona, 2020) è stato architetto e professore ordinario presso il Departamento de Proyectos Arquitectónicos dell'Universitat Politècnica de Catalunya (UPC). Laureatosi nel 1972 alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Barcelona (ETSAB), trovò la sua vera scuola nella redazione di 2c Construcción de la ciudad, di cui fu membro fondatore e vicedirettore dal 1972 al 1985. 2c Construcción de la ciudad era una rivista in sintonia con la cultura italiana (La Tendenza), che era riuscita ad avvicinare l'architettura alla città. Sempre all'ETSAB, nel 1988 conseguì il dottorato con una tesi poi divenuta il libro Las Variaciones de la identidad. Ensayo sobre el tipo en arquitectura (Milano 1990, Barcellona 1993 e 2014, Parigi 2020, Premio FAD Pensamiento y Crítica 2015), il cui percorso conduce dal «tipo» come fondamento dell'architettura al «processo tipologico» come metodo progettuale. Ha sviluppato, spesso parallelamente e in coerenza con la propria attività professionale, un'ampia riflessione teorica attraverso numerosi articoli e conferenze. È autore di diversi libri, tra cui Las Formas de la residencia en la ciudad moderna (Barcellona 1991); Santiago de Compostela. La Ciudad histórica como presente (Barcellona 1995); Silencios elocuentes (Barcellona 1999, Milano 2002, Parigi 2019/2020); La Cimbra y el arco (Barcellona 2005, Milano 2007); La Arquitectura del cine. Estudios sobre Dreyer, Hitchcock, Ford y Ozu (Barcellona 2008, Premio FAD Pensamiento y Crítica 2009); Cabos sueltos (Barcellona 2012, finalista del premio Pensamiento y Crítica 2009). Ha inoltre promosso iniziative editoriali come la collana Arquitectura / Teoría delle edizioni Serbal, la collana Arquítesis della Fundación Caja de Arquitectos e la rivista DPA Departamento de Proyectos de Arquitectura dell'UPC, di cui è stato direttore. Nel 2014 l'ETSAB dell'UPC gli ha conferito il titolo di «Magister Honoris Causa» per l'eccellenza e l'impegno dimostrati nel suo percorso accademico; a questo riconoscimento è seguita una pubblicazione (Carlos Martí Arís, Magister Honoris Causa, Barcellona 2016). Nell'ambito degli ADF 2015 Awards, ha ricevuto il premio onorario della giuria, assegnatogli in occasione della riedizione della sua tesi di dottorato.
I suoi ultimi temi di ricerca includevano lo spazio pubblico e la città contemporanea, il rapporto tra architettura e cinema e il concetto di anonimato in architettura e nell'arte in generale.