Roots Picnic music festival. Philadelphia. June 4, 2016. The day the after the great Muhammad Ali passed away
"Il 4 giugno 2016 presi il treno da New York a Filadelfia per partecipare al festival musicale Roots Picnic. Desideravo andarci da anni, ma non ne avevo mai avuto l’occasione. Nessuno della mia cerchia era interessato a venire con me, così, da fanatico della musica, ci andai da solo.
Si esibivano Future, DMX, Kehlani, Anderson .Paak e Kaytranada, e non me li sarei persi per nulla al mondo.
All’epoca, questi artisti erano già la colonna sonora delle mie giornate, mentre percorrevo instancabilmente le strade di New York con il mio iPhone. Musica accesa, fotocamera pronta. Volevo rendere omaggio alla bellezza e al caos della città in cui mi ero trasferito - a metà della vita - qualche anno prima. La fotografia di strada era diventata un modo per documentare i luoghi, le persone e il mio stesso senso di appartenenza.
Da attento osservatore del mio tempo, il famigerato stile di strada newyorkese attirava sempre la mia attenzione. Ciò che scegliamo di indossare dice molto su chi siamo, su cosa ci ha plasmati e su ciò che rappresentiamo.
Così, quando arrivai a Filadelfia quel sabato afoso, la moda fu la prima cosa a colpirmi.
Una sfilata di magliette vintage. Un archivio vivente di riferimenti culturali. Vecchi tour rap, leggende del basket, film degli anni ’90. Un’intera generazione che indossava i simboli di un’altra. La mia.
Rimasi subito affascinato da ciò che quelle magliette rivelavano sull’eredità, la nostalgia e la nostra memoria collettiva.
Quel fine settimana fu anche quello in cui morì Muhammad Ali. Vedere così tanti giovani indossare magliette di Ali diceva qualcosa sul modo in cui certe immagini e figure attraversano il tempo. Non ho fotografato le magliette più rare o più belle, ma quelle che hanno suscitato in me una forte e istintiva risonanza. Quelle che riflettevano il mio senso della cultura, la mia eredità - e ciò che, credo, merita di rimanere."