Photography

TORNADES

Info

88 pages

2022

240mm × 170mm

Copertina rigida

ISBN

9791092727487

Cost

£40.00
Questo libro è pubblicato nell’ambito del Prix Niépce, al quale The Eyes Publishing è associata dal 2019. L’editore offre al vincitore la pubblicazione di un’edizione d’artista limitata a 400 copie. Il progetto è sostenuto dalla Picto Foundation. Nel 2020 il Prix Niépce è stato assegnato a Marina Gadonneix. Dalla serie «Phénomènes», che l’artista ha sviluppato tra il 2014 e il 2019, «Tornades» mette in scena e ricostruisce questi vortici di vento isolati che spesso fanno notizia. Realizzate in un centro di ricerca scientifica dedicato all’analisi e alla ricostruzione dei fenomeni naturali, le fotografie raccolte in questo libro attingono alla scienza e allo spettacolo per estrarre una forma evanescente di disordine, una sorta di atmosfera poetica e avvolgente. La voluttuosità del vento lattiginoso in contrasto con lo sfondo austero e nero, la delicatezza delle sfumature di grigio che delineano i modelli architettonici: l’artista mette ogni elemento in risalto, lasciandoci assorbire dalla magia, dal ritmo e dal fascino di questi straordinari fenomeni naturali. Fotografa affascinata dal rovescio delle immagini fotografiche, o più precisamente dal dispositivo vuoto e cancellato che invita a una particolare rappresentazione, l’artista fin dai suoi primi progetti fotografici sovverte la cosiddetta fotografia documentaria. Invece di fotografare opere d’arte, ci mostra i dispositivi invisibili (plinti, fondali, ecc.) destinati a scomparire non appena viene scattata la fotografia attesa. I fondali dipinti degli studi cinematografici diventano paesaggi monocromatici blu o verdi, spazi percettivi vicini all’immaterialità delle opere luminose immersive di James Turrell. Materialità e immaterialità, luci e spettri colorati, ma anche presenza e assenza, realtà e finzione: sono dualità ricorrenti nella fotografia, che ritroviamo in «After the image» e che raggiungono la piena maturità artistica nella serie «Phénomènes», immagini di ciò che appare, ma anche di ciò che può ipnotizzare lo sguardo e acuire l’immaginazione, tanto attraverso l’incomprensione di ciò che si vede quanto attraverso la possibilità di concepire l’ignoto. Così, queste immagini più recenti, frutto di un lavoro di ricerca condotto nei laboratori scientifici che ricreano le dinamiche dei fenomeni naturali, diventano spazi di proiezione, poetici quanto i nomi degli oggetti scientifici di cui sono teatro per la nostra immaginazione… supernova, materia oscura, vortice… Nell’introduzione, il testo della fotografa e scrittrice Marcelline Delbecq descrive con forza ed efficacia il presentimento di quel momento minaccioso che precede la catastrofe. «Dobbiamo dirci che in quel luogo c’era qualcosa e che all’improvviso non è rimasto più nulla, in una velocità e lentezza estreme, come se nel mezzo del sonno qualcuno avesse cancellato la nostra memoria. C’era qualcosa, un luogo, delle vite, torri gigantesche e piante minuscole, e tutto questo è stato spostato da un istante all’altro, o meglio, da un tempo all’altro, perché l’istante non è stato così breve, come se avesse rallentato, al contrario, un prima diventato dopo, protratto in una durata che nessuno ha cercato di calcolare, perché bisognava capire cosa stava succedendo, trovare un riparo. C’era qualcosa e poi non più. Era notte, una notte nera come se ne trovano solo in certi luoghi remoti, nel profondo delle pianure, dove solo il bagliore delle stelle fa sentire la presenza del cielo sopra di noi: luci così fragili, come sul punto di spezzarsi, di svanire». Marcelline Delbecq CHI È MARINA GADONNEIX Marina Gadonneix è nata nel 1977 a Parigi, dove vive e lavora. Diplomata all’École nationale supérieure de la photographie d’Arles, nel 2006 ha ricevuto il premio HSBC per la fotografia e nel 2018 il premio Dummy Book della Luma Foundation e dei Rencontres d’Arles. Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni in Europa e negli Stati Uniti, in particolare al Centre Photographique d’Île-de-France, ai Rencontres photographiques d’Arles, alla Kunsthalle di Tubinga, al Point du Jour di Cherbourg e a MOMENTA | Biennale de l’image, al Musée de Joliette, in Canada. L’artista è rappresentata dalla galleria Christophe Gaillard.